Aeronautica

Da piccolo mi chiedevano cosa avessi potuto fare da grande: una domanda che solitamente fanno a tutti i bambini. Quanti di voi hanno risposto “il pilota”? Io ero uno di quelli. Sono cose che si dicono da piccoli, eppure quella “voglia” mi è rimasta dentro. Anche se l’informatica è la mia passione più grande, il volo è un pensiero che ciclicamente rientra nella mia testa.

Spesso, durante la mia adolescenza e i miei primi anni da “maggiorenne” ho convinto mio padre a portarmi negli aeroclub ad informarmi sui costi e sulle modalità di prendere il brevetto. Ho sempre dovuto “abbandonare” l’idea, visto i costi troppo elevati: non che l’informatica “vera” sia a buon mercato, però 10.000 euro non sono pochini!

Prendo spesso l’aereo (da passeggero) e non riesco a non pensare a quanto sia bello vedere la pista illuminata all’imbrunire: è un’emozione che non so descrivere!

Quando mi sono fidanzato con Maria ho scoperto che suo zio ha il brevetto e che il cugino è assolutamente “invasato” per l’aeronautica. E’ grazie a “zio Pasquale” che ho avuto l’emozione di salire per la prima volta su un aereo da turismo, un Partenavia P66B (il mitico I-TOPI), e ho avuto la possibilità di tenere la cloche fino in “finale”.

Con Francesco (il cugino di Maria) siamo diventati buoni amici e ci sentiamo spesso per parlare di computer e di aerei. Ormai trasferito a Varese, come ci definisce la signora della bancarella aeronautica, siamo “i cugini del volo”.

Le mie ore di volo, aggiornate in tempo reale:

Qualche informazione su:

Manzlang Airfield Manual (dall’Aeroclub di Milano)